Mostra Ancient and contemporary 2026 di Andrés Avré
Mostra personale delle opere di Andrés Avré in corso.
All’interno della torre fortilizio medievale, spazio nato per la difesa e la sorveglianza, le opere in mostra instaurano un dialogo intenso e silenzioso con la materia del tempo. Le pareti in laterizio, segnate da stratificazioni, ferite e vuoti, non sono semplice supporto architettonico, ma parte attiva del racconto espositivo. In questo luogo carico di memoria, il confronto tra ancient and contemporary si manifesta come una tensione fertile, mai risolta, capace di generare nuove letture.
Le opere astratte, dominate da campiture cromatiche profonde – rossi, aranci, terre incandescenti – sembrano assorbire e restituire l’energia della torre stessa. Il colore non è decorazione, ma sostanza: materia viva che dialoga con la ruvidità delle mura, evocando processi di sedimentazione, erosione e trasformazione. Come i mattoni antichi, anche le superfici pittoriche mostrano tracce, fratture, sovrapposizioni che parlano di tempo, di resistenza e di mutamento.
L’allestimento non cerca la neutralità, ma abbraccia la specificità del luogo. Le opere emergono dalle pareti come presenze contemporanee che rispettano e interrogano l’architettura, creando un ritmo visivo fatto di pause, distanze e risonanze. La torre, un tempo spazio di controllo e chiusura, si apre così a una dimensione contemplativa, diventando luogo di attraversamento e ascolto.
In questo incontro tra ancient and contemporary, il passato non è citazione nostalgica, né il presente gesto di rottura. Piuttosto, entrambi convivono in un equilibrio fragile e necessario, dove la memoria storica amplifica il senso delle opere e la contemporaneità riattiva il significato del luogo. La mostra si configura quindi come un’esperienza di coesistenza: un dialogo tra tempi, materiali e visioni, in cui l’arte diventa strumento per leggere il passato e, allo stesso tempo, per immaginare nuove possibilità del presente.
Andrew Kelly
Andrès Avrè
Nato a Torino nel 1966, è un prolifico ed energico pittore autodidatta con un profilo in crescita di mostre personali e collettive.
Inizialmente si esprime attraverso il linguaggio del fumetto e dell’illustrazione.
Dopo una parentesi dedicata all’audiovisivo è tornato alla pittura informale, ambiente in cui si sente veramente e autenticamente libero.
Il suo bagaglio culturale, i suoi interessi, le sue frequentazioni come il teatro, la storia e l’archeologia si riflettono nel suo lavoro che pur ha come principale riferimento culturale l’espressionismo astratto americano. Il suo processo creativo è stimolato principalmente dalla trasformazione della materia, e nasce dall’ossessione per il flusso continuo di una serie di elementi, oggetti, persone e le relazioni tra di esse.






